Come designers ci siamo posti degli interrogativi sul ruolo che ci spetta nei confronti di una società distante dalla natura, soddisfatta e sovraccarica di oggetti per ogni esigenza.
Abbiamo voluto dedicare il nostro lavoro ad un momento della vita di estrema
importanza così come lo sono il momento della la nascita e il matrimonio.
La morte è un passaggio delicato, misterioso e inevitabile. I defunti non possono solo essere un problema tecnico, la morte non può essere trattata come un tabù.
Se visto come fenomeno naturale, di trasformazione delle sostanze, il trapasso è un momento di ricongiunzione dell’essere alla natura, al suo perpetuo mutare.
Al di là delle radici religiose e culturali a cui ognuno appartiene, questo è un fenomeno biologico, quindi uguale per tutti. La bara, che è un oggetto dimenticato da chi si occupa di design, diventa un veicolo che ci conduce attraverso una riflessione sulla presunta non appartenenza al ciclo biologico della vita.
La natura, da cui la nostra cultura tende a prendere le distanze diventa il luogo d’accoglienza originario, lo spazio della memoria spirituale.